Canone Pāli
La mappa di Siddharta
per orientarsi nel cammino
di Liberazione dalla Sofferenza
La mappa di Siddharta
per orientarsi nel cammino
di Liberazione dalla Sofferenza
In Via della Quiete studiamo l’insegnamento del Buddha partendo dalle sue fonti più antiche.
Per questo abbiamo scelto il Canone Pāli: una raccolta di testi che ci permette di avvicinarci al messaggio originario di Gautama Siddharta, con uno sguardo laico, essenziale e profondamente umano.
Nel progetto Via della Quiete abbiamo scelto il Canone Pāli come riferimento principale per comprendere l’insegnamento originario del Buddha storico. Questa scelta nasce da un’esigenza semplice ma profonda: tornare il più possibile alle fonti antiche, evitando interpretazioni moderne che rischiano di allontanarsi dal messaggio essenziale del Dhamma.
Il Canone Pāli è considerato, dalla maggior parte degli studiosi, la raccolta di testi più antica e coerente a nostra disposizione. I suoi insegnamenti furono trasmessi oralmente per secoli all’interno della comunità monastica, attraverso recitazioni collettive rigorose, con l’intento preciso di preservarne l’integrità.
La lingua pāli non è una lingua sacra o rituale, ma una lingua chiara, concreta, accessibile. Questo riflette uno degli aspetti centrali dell’insegnamento del Buddha: non una dottrina da credere, ma un’esperienza da osservare.
Nel Canone Pāli il Buddha invita costantemente a:
osservare la mente
comprendere l’origine della sofferenza
verificare direttamente ciò che viene insegnato
Non viene chiesto di credere per fede, ma di mettere in pratica e sperimentare la verità del Dhamma (gli insegnamenti).
Abbiamo scelto il Canone Pāli perché:
è alla base del buddhismo antico (Theravāda)
è il corpus testuale più vicino nel tempo al Buddha storico
mantiene una forte coerenza interna tra i discorsi
evita sovrastrutture filosofiche e metafisiche successive
Questo rende il Canone Pāli uno strumento prezioso per chi cerca un approccio laico, sobrio e praticabile nella vita quotidiana.
In Via della Quiete il Canone Pāli non è un testo da venerare, ma una mappa di orientamento. Uno strumento di studio e di pratica che ci aiuta a restare aderenti allo spirito originario dell’insegnamento, senza idealizzazioni o semplificazioni moderne.
Tornare al Canone Pāli significa, per noi, tornare all’essenziale:
a un Dhamma profondamente umano, praticabile oggi, capace di accompagnare chiunque desideri comprendere la sofferenza e la possibilità concreta della sua cessazione.
Il Canone Pāli, chiamato anche Tipiṭaka (che significa “tre canestri”), è la raccolta più antica degli insegnamenti del Buddha storico, Gautama Siddharta.
Il nome Tipiṭaka indica proprio la sua struttura in tre grandi sezioni, ognuna delle quali svolge una funzione diversa ma complementare.
Questa suddivisione non è casuale: riflette i tre pilastri fondamentali del percorso indicato dal Buddha — etica, meditazione e saggezza che portano ad una comprensione profonda della realtà .
Il Vinaya Piṭaka raccoglie le regole di vita della comunità monastica. Non si tratta di un codice morale imposto, ma di un insieme di indicazioni pratiche nate dall’esperienza quotidiana.
Nel Vinaya troviamo:
regole di condotta per monaci e monache
indicazioni sul vivere insieme
riflessioni sul comportamento, sulla responsabilità e sull’intenzione
Anche se rivolto principalmente ai monaci, il Vinaya offre spunti preziosi anche per i laici, perché mostra come l’etica sia il fondamento di ogni pratica meditativa.
Il Sutta Piṭaka è la parte più conosciuta e studiata del Canone Pāli.
Contiene i discorsi attribuiti direttamente al Buddha, rivolti a monaci, laici, donne e uomini di ogni condizione sociale.
Qui troviamo:
le Quattro Nobili Verità
l’Ottuplice Sentiero
insegnamenti sulla meditazione, sulla mente e sulla sofferenza
dialoghi semplici, esempi concreti, metafore quotidiane
Il Sutta Piṭaka è suddiviso in raccolte chiamate Nikāya (come Dīgha, Majjhima, Saṃyutta, Aṅguttara), che organizzano i discorsi per lunghezza o per tema.
È la sezione che più di tutte restituisce l’immagine di un Buddha umano, pragmatico, vicino all’esperienza reale.
L’Abhidhamma Piṭaka è la parte più sistematica e analitica del Canone Pāli.
Non introduce nuovi insegnamenti, ma riorganizza quelli già presenti nei Sutta in una forma più dettagliata e tecnica.
Qui troviamo:
analisi della mente e dei processi mentali
descrizioni degli stati di coscienza
approfondimenti su impermanenza, non-sé e sofferenza
L’Abhidhamma è particolarmente utile per chi desidera approfondire in modo rigoroso il funzionamento dell’esperienza, ed è spesso studiato in parallelo alla pratica meditativa avanzata.
Le tre parti del Canone Pāli non sono compartimenti separati, ma formano un insieme coerente:
il Vinaya sostiene la disciplina
i Sutta guidano la pratica e la comprensione
l’Abhidhamma approfondisce la visione
In Via della Quiete consideriamo questa struttura come una mappa completa del cammino: vivere in modo consapevole, osservare l’esperienza e comprendere profondamente la realtà così com’è.
Studiare il Canone Pāli non significa accumulare nozioni, ma imparare a vedere con chiarezza, passo dopo passo, nella vita di tutti i giorni.