Via della Quiete nasce da una domanda semplice
che a un certo punto non ho più potuto ignorare.
Perché soffriamo?
E c’è davvero una via per comprenderlo e lasciarlo andare?
Per anni ho osservato ciò che accadeva dentro di me:
pensieri, sensazioni, stati interiori.
Non per cambiarli, ma per capirli.
Ho cercato in diverse tradizioni,
ho praticato meditazione, yoga, ritiri.
Molto mi ha dato, ma sentivo che mancava chiarezza.
Nel 2019, quasi per caso, ho partecipato a un ritiro di meditazione Vipassanā.
Lì ho incontrato per la prima volta gli insegnamenti di Gautama Siddhartha,
esposti in modo semplice, diretto, umano.
Negli anni ho continuato a cercare,
mentre il lavoro e i progetti prendevano sempre più spazio.
Anche lì ho incontrato una forma di sofferenza:
’' l'attaccamento, la pressione, il “dover diventare qualcosa”.
A un certo punto è stato chiaro:
dovevo tornare alla pratica e allo studio, ogni giorno.
Lo studio dei testi antichi del Buddha
ha portato ordine dove prima c’era frammentazione.
Conferme. Chiarezza. Direzione.
Via della Quiete nasce così.
Come spazio di pratica, di ascolto, di ricordare.
Non promette soluzioni rapide.
Invita a guardare con onestà.
Comprendere la sofferenza.
Comprenderne l’origine.
Scoprire che può cessare.
Se senti questa stessa domanda muoversi dentro,
forse sei già sul sentiero.